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Lezioni sul Novecento
Informagiovani
18 maggio 2012 ore 14.30-19.00
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1. Di chi ha avuto vent'anni nel periodo della seconda guerra mondiale |
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La maggior parte delle interviste delle quali si dà qui conto è stata effettuata nel 2005 all'interno di un programma di collaborazione tra l'ISTRE-VI ed i Sindacati dei pensionati di CGIL, CISL e UIL i quali, in occasione del Sessantesimo della Liberazione, hanno promosso tre iniziative: la celebrazione ad Asiago, insieme ai partigiani della Brigata Majella, dell'anniversario della liberazione della zona; l'organizzazione di un concorso per le scuole medie inferiori e superiori "Aggiungi una Testimonianza", i cui elaborati sono ora raccolti nel volume dal titolo omonimo; infine un programma di interviste. L'ISTRE-VI ha collaborato con i Sindacati dei pensionati sulla seconda iniziativa; ed ha svolto, non ancora compiutamente, la terza per la quale ha chiesto ad essi di fornire un elenco di una cinquantina di loro iscritti, precisando che l'intenzione nell'intervistarli era di raccogliere testimonianze su come avessero vissuto gli anni della loro giovinezza purtroppo coincidente con il secondo conflitto mondiale. Precisando ancora che l'Istituto desiderava avere un campione di intervistandi, donne e uomini, il cui vissuto in quei cinque anni non avesse alcunché di straordinario, di epico, ma potesse invece essere in qualche modo rappresentativo dell'esperienza di migliaia di giovani della nostra provincia che in maniera sofferta e attraverso percorsi difficili e rischiosi avevano compiuto una rottura col fascismo. Donne, quindi, che avessero lavorato in fabbrica o semplicemente accudito alle faccende domestiche e collaborato in varie forme alla lotta resistenziale. Uomini che, avuta in comune la partecipazione alla guerra sui diversi fronti, avessero, nelle settimane successive all'8 settembre, subito o scelto destini diversi: chi internato militare in Germania, chi recluso in uno dei tanti campi di prigionia sparsi nei cinque continenti; chi nelle file della resistenza; chi rimasto a lavorare nelle fabbriche impegnate nella produzione bellica; chi costretto a lavorare nella Organizzazione Todt o arruolatosi in essa volontariamente per trovare un modo di campare nella diffusa miseria di quel periodo. Donne e uomini che, a parte alcune eccezioni, non avessero quindi avuto ruoli di primo piano né maturato precise idee politiche, ma che proprio per questo potessero rappresentare, oltre che le traversie patite da molti, la complessità dei dilemmi presenti nelle coscienze di molti, le oscillazioni (e talora le contraddizioni) dei comportamenti di molti. Siffatta scelta sugli intervistandi è stata motivata anche dal fatto che quanti, nelle diverse situazioni sopra dette, hanno assunto ruoli di spicco o comunque rappresentato un punto di riferimento per i loro coetanei, erano stati già, a volte ripetutamente, intervistati da altri ricercatori e che non pochi di loro hanno preso la penna in mano per raccontare in libri, in memoriali, in articoli le vicende loro o del gruppo di cui hanno fatto parte. Infine l'ISTRE-VI aveva chiesto ai Sindacati di fornire nominativi anche di persone, all'epoca fanciulli o adolescenti, che avessero avuto un fratello maggiore partecipe dell'attività resistenziale oppure prigioniero, o disperso, di guerra: e questo per arricchire il quadro coi ricordi di chi non aveva avuto altro modo per decifrare, sia pure approssimativamente, le conseguenze degli avvenimenti del periodo che cercare di leggere negli occhi, nei volti, nei comportamenti e negli stessi silenzi dei loro genitori, le preoccupazioni, le ansie per un figlio prigioniero in terre lontane, per un figlio salito in montagna per sfuggire ai bandi della RSI e combattere da partigiano. Le testimonianze sinora raccolte (dai collaboratori dell'ISTRE-VI: Mario Falisi, Ferdinando Offelli, Sandro Pupillo, Filippo Schiavo, Giampaolo Traverso) e approvate nel testo dagli intervistati, sono a tutt'oggi trentasette (dieci di partigiani o collaboratori della resistenza; cinque di staffette partigiane; quattro di fratelli minori di partigiani; cinque di internati militari in Germania; cinque di prigionieri nei campi alleati; quattro di lavoratori di fabbriche vincolate ad esigenze di produzione bellica; due di persone che hanno lavorato nei cantieri della Todt; due di studenti). Altre sette sono in attesa di essere approvate dagli intervistati. Altre di imminente realizzazione. L'intendimento iniziale, concordato coi Sindacati, di pubblicarle integralmente verrà nei prossimi mesi confermato, o invece modificato dando luogo, presumibilmente, ad una narrazione dapprima d'insieme, che colga tutti quei giovani nel momento dell'ingresso in guerra dell'Italia a fianco dei tedeschi, e successivamente suddivisa in due grandi filoni. Quello di quanti, combattendo sul fronte russo, balcanico, nordafricano vennero catturati dalle truppe avversarie oppure, dopo l'8 settembre, ed in particolare sul territorio italiano, dai tedeschi e rinchiusi negli appositi campi di internamento del Terzo Reich e che nei diversi luoghi di prigionia sparsi nell'Europa e nel mondo vissero esperienze (magari raccontate secondo moduli narrativi e stereotipi linguistici simili) in realtà profondamente dissimili. E quello di quanti hanno trascorso tutto il periodo del conflitto nel territorio vicentino o magari, pur prestando servizio militare, sono riusciti dopo l'8 settembre a tornarvi, tutti posti di fronte all'impetuoso succedersi degli avvenimenti: lo sbarco in Sicilia delle truppe americane; la caduta di Mussolini e il comparire nei quarantacinque giorni badogliani, sia pure in condizione di semiclandestinità, degli embrioni di partiti antifascisti sin lì da loro sconosciuti; l'armistizio con le sue speranze e le successive delusioni; l'occupazione tedesca; la creazione della RSI; l'emergere e lo svilupparsi della lotta resistenziale civile e armata; i frequenti bombardamenti alleati; il clima imperante di sospetto, le continue retate e i grandi rastrellamenti delle truppe nazifasciste; la ripresa all'inizio della primavera '45 dell'avanzata degli angloamericani; la liberazione infine. In una narrazione ordinata cronologicamente le interviste potrebbero essere ben incastonate, disponendone le diverse parti in stretto rapporto ad ognuno dei fatti sopra citati. In più, in tal caso, si potrebbero aggiungere sia interviste - sullo stesso periodo storico e sempre di persone la cui giovinezza ha coinciso con il secondo conflitto mondiale - fatte dall'ISTRE-VI in altre occasioni, sia carte personali d'epoca (in particolare: frammenti diaristici o lettere ai familiari) tratte dall'archivio dell'Istituto. Ciò allargherebbe il ventaglio delle percezioni avute dinnanzi alle varie vicende della guerra, dei dilemmi incrociati soprattutto dopo l'8 settembre, delle scelte maturate, delle esperienze vissute, dando un quadro che, come è nelle intenzioni, possa essere sufficientemente rappresentativo dei travagli di una generazione da poco uscita dall'adolescenza. |
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2. Di chi ha lavorato nelle aziende vicentine negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta del secolo scorso |
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L'ISTRE-VI è fortemente interessata a mantenere, ed anzi a sviluppare, un rapporto di collaborazione con i Sindacati dei Pensionati di CGIL, CISL e UIL che, nelle loro migliaia di iscritti, hanno un eccezionale deposito di memorie, particolarmente su come essi hanno percepito, tanto per fare degli esempi, il progresso dell'economia vicentina; le trasformazioni produttive; i mutamenti nell'organizzazione del lavoro; il declino di comparti e mestieri tradizionali e il parallelo sviluppo di nuovi imperniati su una molteplicità di piccole aziende (divenuti poi veri distretti industriali, caratterizzanti un territorio); gli obbiettivi e le modalità delle vertenze sindacali; lo svolgersi delle relazioni industriali; il rapporto tra fabbrica e territorio. Una occasione di collaborazione può essere già data da uno dei programmi della Sezione Didattica (vedi la pagina Programmi annuali) che intende ricostruire sinteticamente le trasformazioni sociali e produttive del vicentino dal dopoguerra agli anni Ottanta. Ma, insieme ai Sindacati, si potrebbe pensare ad un nuova edizione del concorso per le scuole "Aggiungi una testimonianza", sollecitando gli studenti a ricercare memorie orali su cosa abbia significato, su molteplici piani, il lavoro nella società vicentina. Dal suo canto l'ISTRE-VI ha condotto negli anni scorsi una campagna di interviste a lavoratori che avevano ricoperto negli anni Cinquanta e Sessanta gli incarichi di commissario interno, di collettore sindacale o negli anni Settanta quelli di delegato di reparto, di delegato di fabbrica, di componente di un consiglio di zona intercategoriale. Le interviste sono state oltre sessanta, delle quali solo una minima parte è stata deregistrata. Esse sono per lo più state fatte a lavoratori (operai comuni, specializzati, tecnici) di fabbriche metalmeccaniche interessate negli anni Settanta da drastici processi di riconversione. Stabilendo con i sindacati dei pensionati, e con i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, determinati ambiti e finalità di ricerca, e su nominativi da essi segnalati, l'ISTRE-VI è disponibile a condurre un più vasto lavoro di interviste. |
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